Le mie collaboratrici si sentiranno controllate?
È la domanda che quasi tutti ci fanno per prima. Per ogni visita registriamo soltanto l'entrata e l'uscita: ogni volta chi lavora avvicina il telefono al tag per un secondo. Non registriamo la posizione, non chiediamo foto, non mandiamo messaggi a cui rispondere e l'app non resta attiva mentre la collaboratrice lavora. Il registro tutela prima di tutto proprio lei: se un cliente sostiene che non sia venuta, la timbratura di quel giorno dimostra il contrario.
Che cosa succede se una persona si rifiuta di timbrare?
Timbrare l'entrata e l'uscita fa parte del lavoro come oggi compilare il foglio delle ore: non è un permesso che la persona ti deve concedere. Noi non interveniamo al posto tuo e a chi lavora non mandiamo solleciti. Un rifiuto che si ripete resta una questione tra te e la persona, come qualunque altro aspetto del rapporto di lavoro. Con il tag però il registro non serve soltanto a te. Nell'app con cui timbra, ogni persona vede le proprie ore giorno per giorno, le case in cui ha lavorato e gli interventi fatti. Così si accorge di un orario sbagliato prima che finisca in busta paga. Se un giorno non timbra, registri tu la visita dalla console come quando manca l'NFC: la riga resta senza sigillo e il mese si chiude comunque.
Che cosa succede se una persona non ha un telefono con NFC?
L'NFC è presente su quasi tutti i telefoni venduti negli ultimi anni, iPhone compresi. Per chi non ce l'ha, registri tu la visita dalla console: la riga resta senza sigillo e porta scritto che è stata inserita a mano. Abbiamo scelto di non prevedere un codice di riserva da digitare. Un codice stampato si può fotografare e mandare con un messaggio: chi lo riceve potrebbe timbrare senza andare in quella casa. Se si potesse timbrare senza essere sul posto, il registro perderebbe tutto il suo valore.
Il tag si può copiare?
No. Il tag non porta un numero stampato: contiene una chiave crittografica che non esce mai dal chip e non si può leggere dall'esterno. A ogni lettura il tag genera un codice diverso che vale una sola volta, quindi intercettarlo non serve: chi prova a riutilizzarlo trova un codice già scaduto. Per registrare una timbratura bisogna trovarsi davanti al tag applicato alla porta del cliente.
Che cosa rispondo se un cliente sostiene che le ore siano state scritte da voi?
Proprio per rispondere a questa obiezione ogni notte il registro della giornata riceve la marca temporale di un ente autorizzato dallo Stato. Se un cliente contesta il 14 agosto, gli mostri la riga di quel giorno con l'ora della timbratura e la prova che la riga esisteva già allora. Lo stesso vale per le correzioni: se a settembre sistemi una timbratura dimenticata ad agosto, la correzione porta la data di settembre e non si può retrodatare. Resta anche registrato che la riga è stata corretta e quando.
Devo fare un accordo con i sindacati per registrare le presenze?
No. Non serve nemmeno l'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro. L'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori prevede quella procedura per gli strumenti da cui può derivare un controllo a distanza dell'attività, ma esclude espressamente gli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze. DominusDomi Business rientra in questa categoria. Non c'è videosorveglianza, non c'è localizzazione e non viene trattato nessun dato biometrico. Resta un solo adempimento: informare chi lavora di come funziona lo strumento e di come vengono effettuati i controlli, con un'informativa che prepariamo noi.
Vi occupate anche delle buste paga?
No, non è un servizio che vogliamo offrire. Le buste paga restano a chi te le fa oggi, con la sua responsabilità e la sua firma. Noi eliminiamo il lavoro che viene prima: ribattere a mano le presenze riga per riga. Il file delle presenze contiene i campi che servono a chi ti fa le buste paga nel formato che il suo gestionale importa già. L'elenco dei gestionali compatibili è nella sezione «Alla fine del mese».
Che cosa vi serve da chi mi fa le buste paga per preparare il file?
All'attivazione chiediamo direttamente a chi ti fa le buste paga tre dati che ha già a disposizione: il codice con cui la tua azienda è registrata nel suo gestionale, le matricole delle persone e i codici che quel gestionale usa per le ore ordinarie. Questi dati servono perché il file delle presenze venga importato senza correzioni. Se il suo gestionale non è tra quelli in elenco, ci facciamo mandare un file esportato e prepariamo il tracciato su misura prima che tu cominci.
Siete voi a inviare i documenti?
La console prepara i documenti, ma sei tu a confermare l'invio: nessun documento parte senza la tua autorizzazione né arriva a un destinatario che non hai indicato. Quando confermi, chi ti fa le buste paga riceve il file delle presenze nel formato del suo gestionale con l'indicazione del mese a cui si riferisce. Di ogni invio restano registrati giorno, ora e destinatario. Se preferisci continuare a usare la tua casella di posta, puoi scaricare ogni documento in qualsiasi momento nel formato che ti serve.
Un cliente contesta una giornata: che cosa gli mando?
Gli mandi il documento del periodo contestato, che scarichi pronto dalla console. Il documento porta il sigillo del sistema e contiene le visite, le ore e la data certificata di ciascuna visita. A differenza di uno screenshot fatto da te, il documento si può verificare: chi lo riceve controlla da solo quando è stato generato e che nessuno lo ha modificato. La marca temporale certifica che quelle righe esistevano quel giorno e non sono cambiate. Il tag attesta chi è entrato in quella casa. Se nel frattempo una riga è stata corretta a mano, il documento lo indica insieme alla data della correzione.
Se la famiglia chiede un'ora in più dall'app, decido io se concederla?
Sì, la decisione è sempre tua. Dall'app la famiglia può chiederti un intervento in più, lo spostamento di un orario o una visita straordinaria. La richiesta arriva nella console insieme a tutte le altre con il nome di chi l'ha fatta e la data. Se accetti, il turno entra nel piano e le ore in più finiscono nella fattura di quel mese senza che tu debba ricordartene. Se rifiuti, rispondi dalla console e la richiesta resta comunque registrata: se qualcuno dice «ma io ve l'avevo chiesto», hai la data.
Devo smettere di usare il calendario che uso adesso?
No. Il primo giorno il calendario che usi oggi (Google, Apple, Microsoft 365 o qualunque altro che si possa collegare tramite link) entra nella console così com'è e non devi ricopiare niente. I turni già scritti diventano il piano di partenza, quindi il mese successivo non comincia da un foglio bianco. Da quel momento il collegamento funziona nei due sensi: le modifiche al piano compaiono nel tuo calendario e il piano tiene conto degli impegni che hai già in agenda.
Tenete voi il conto dei giorni di ferie?
Sì. La console conta i giorni maturati da ciascuno secondo il contratto applicato. Li vedi quando decidi su una richiesta e li vede nella sua app anche chi l'ha fatta. All'inizio ci indichi per ogni persona quanti giorni di ferie le restano e da quel momento teniamo noi il conto. Il numero che vale in busta paga resta quello calcolato da chi ti fa le buste paga. Il nostro arriva un passo prima: quando approvi una richiesta, sai già che quei giorni ci sono.
Se assegno un turno fuori dal contratto, la console lo blocca?
No, la console non blocca mai un turno ma ti avvisa: tu conosci i motivi per assegnarlo comunque, mentre chi ti fa le buste paga valuta se il contratto lo consente. Nella scheda di ogni persona ci sono le ore del contratto e le fasce orarie in cui può lavorare. La console le confronta con ogni turno che assegni a quella persona: quando prepari il mese, quando la mandi al posto di chi è assente e quando allunghi un turno che ha già. Se il turno non rientra nel contratto, la console te lo segnala prima della conferma e ti dice se non tornano l'orario o le ore settimanali. Con i part time questa verifica sfugge spesso, perché il contratto stabilisce non soltanto quante ore si lavorano ma anche in quali fasce orarie. La tua decisione resta registrata con la data e l'avviso che la console ti ha mostrato.
Controllate voi le scadenze dei documenti?
Ti avvisiamo noi, ma non verifichiamo il documento: registriamo la data che hai inserito e contiamo i giorni per te. Non interroghiamo nessun ente sulla validità del certificato e non devi mandarci nessuna copia, perché ci serve soltanto la data di scadenza. La scadenza si chiude soltanto quando inserisci la data nuova: finché resta quella vecchia l'avviso rimane aperto, anche se qualcuno l'ha letto o ha detto che se ne occupa. Così non devi più tenere a mente nessuna scadenza.
Se cambio la durata di un turno, cambia anche quello che fatturo?
Dipende da come fatturi quel cliente: per ogni cliente scegli tu se fatturare il turno o le ore lavorate. Se fatturi il turno, sì: le ore programmate e quelle fatturate sono lo stesso numero e cambiano insieme. Prima della conferma la console ti mostra l'importo del mese con la nuova durata. Se invece fatturi le ore lavorate, la fattura non cambia: cambia la durata su cui organizzi la giornata, così l'importo di quel cliente non ti sorprende più a fine mese. In entrambi i casi non cambia niente finché non confermi, e i mesi già chiusi restano comunque come sono.
Devo indicarvi io il costo di ogni persona?
Sì, è l'unico dato che questa funzione ti chiede e lo inserisci una volta sola per ogni persona. Deve essere il costo orario aziendale: quanto ti costa davvero un'ora di lavoro tra retribuzione, contributi, tredicesima, ferie e TFR. Puoi chiederlo a chi ti fa le buste paga, che spesso lo ha già pronto per livello di inquadramento. Non ci servono le buste paga né altri documenti. Se al suo posto inserisci il netto che la persona riceve in banca o il lordo in busta paga, il margine risulta più alto di quello reale e non ti è utile. Quando una retribuzione cambia aggiorni quel numero e da quel mese la console rifà il conto su tutti i clienti. La console applica anche le maggiorazioni previste dal contratto (festivi, domeniche, lavoro notturno) alle ore in cui il servizio si è svolto. Le percentuali sono quelle del contratto che applichi: ce lo indichi all'attivazione e le carichiamo noi. Da quel momento il margine tiene conto del fatto che un'ora di festivo costa più di un'ora di martedì mattina. Sul margine del cliente che chiede spesso i festivi la differenza si vede.
Se una persona si sente male mentre lavora, la console mi avvisa?
Se un turno è finito e l'uscita non è stata registrata, la console ti avvisa dopo il tempo di attesa che imposti tu, così puoi chiamare la persona in giornata. La console però non è un dispositivo di soccorso. Vede soltanto un turno finito senza uscita, perché da una timbratura nessun software può sapere che cosa stia succedendo in una casa. Per chi lavora non cambia niente: l'avviso arriva solo a te.
Come funzionano le fatture ai clienti?
La console le prepara e tu le trasmetti. Con un clic ottieni le fatture compilate con le ore e la tariffa concordata. Le carichi sul servizio che usi oggi (per esempio Aruba o il portale gratuito dell'Agenzia delle Entrate), controlli che siano corrette e le invii. La fattura elettronica deve passare dal Sistema di Interscambio e resta sotto il tuo controllo. Dalla console parte invece la copia di cortesia, che il cliente riceve quando confermi l'invio. Sei tu a scegliere l'aliquota IVA: la inserisci una volta sola nella scheda del cliente insieme al nome, all'indirizzo e al codice fiscale.
Il cliente vede l'ora di entrata e l'ora di uscita?
Nei documenti no. Il cliente riceve la copia di cortesia della fattura con il totale delle ore del mese: vede quello che paga e per che cosa. Gli orari esatti registrati dal tag restano nella console e decidi tu chi può vederli. Nell'app il cliente riceve soltanto l'avviso che la visita è cominciata e che è finita. Lo abbiamo deciso perché la fattura segue l'accordo che hai preso con quel cliente. Se una volta il servizio dura qualche minuto in meno, gli fatturi comunque quanto concordato. Mostrargli i minuti aprirebbe una discussione su qualcosa che avete già deciso. Se invece con quel cliente hai concordato di fatturare le ore effettive, la fattura riporta le ore effettive e il cliente vede sempre quello che paga. La prova resta comunque a tua disposizione: se un giorno sostiene che non sia passato nessuno, puoi mostrargli gli orari.
Quanto tempo serve per cominciare?
I tag arrivano per posta in due giorni e li attivi avvicinando il telefono una sola volta. Intanto ci mandi l'elenco delle persone e degli indirizzi nel formato che hai già: va bene anche un foglio Excel o la rubrica del telefono. Lo carichiamo noi nella console. Al telefono configuriamo insieme i primi due clienti per mostrarti come si fa. Finché i tag non sono installati, continui a lavorare inserendo le ore a mano.
Dove vengono conservati i dati?
I dati sono conservati su server nell'Unione Europea e replicati in tre paesi diversi, con un backup ogni giorno. Possono leggerli soltanto le persone che autorizzi tu. Le ore di ogni persona restano conservate per tutta la durata del rapporto di lavoro e per altri sei anni dopo la sua conclusione. Se un giorno smetti di usare il servizio, scarichi un file che contiene tutto.
Che differenza c'è con l'app DominusDomi che vedo sugli store?
DominusDomi è l'app per le famiglie che assumono una colf o una badante senza passare da un'agenzia. DominusDomi Business è un prodotto diverso con account separati. Anche i tuoi clienti hanno comunque una loro app, in cui vedono le ore di servizio visita per visita senza doverle chiedere a te.